
Crono Silente di Grazia Calanna
“Crono Silente”, la ginestra di mare di Grazia Calanna
Non si fa a tempo a finire il respiro con la poesia di Grazia Calanna. Ce n’è subito bisogno di un altro e di un altro ancora, nell’andar dietro al suo umano sentire dentro un tempo senza sponde, gogna e impostura, raccontato da una voce di donna. Voce di gola stormisce il frastuono del silenzio sbieco e scontento di carezze malriuscite. Voce di mani dissoda e fa germogliare “Crono Silente” (edizioni Prova d’Autore), silloge poetica che è fascio di forze dentro l’anima, ginestra di mare su quella scogliera sorda che è la vita. Queste le suggestioni di una singolare presentazione, ospitata dall’auditorium Sant’Anna di Zafferana etnea sabato 2 aprile. Scomposti i battiti del cuore di fronte ai versi di Grazia Calanna, giornalista e poetessa, che dipinge quadri con colori di parole elegantemente nude. I suoi cammini silenti, percorsi monocromatici intinti di pece vengono recitati dalle corde roche e vibranti di Savina Doleres Massa, scrittrice e prefatrice del libro, nel video, realizzato da Vladimir Di Prima, moderatore dell’incontro, scrittore e regista. Lo affiancano, tra le letture dell’attore Pasquale Platania e le note di Teresa Esposito Faraone e Giulia Milioto, violiniste dell’orchestra sinfonica Ersu di Catania, i due relatori, Salvo Patanè (Vice Presidente Commissione Consiliare Cultura della Provincia Regionale di Catania) e Luisa Spampinato (docente di Lettere). Diversi i due interventi e le rispettive interpretazioni dell’opera. “Laico” l’approccio dell’arch. Patanè che mette in luce il “linguaggio destabilizzante della poesia”, l’inconsapevolezza maieutica del poeta che dà la vita all’ “ineffarabile”, al “dualismo dell’animo” così presente nella poesia “Congedo” dove si “richiama il mistero dell’altro di sé che manca e che trova completamento in quell’amore che Platone indica come la metà di noi”. Cardiaca la prof.ssa Spampinato che sovrappone il mito di Cronos alla creatività di Grazia Calanna, liberata come la madre Terra Gea, dall’oppressione di Plutone, il bellissimo cielo stellato che impedisce al suo ventre di partorire. Così è “Crono Silente”, nato già con un “destino” importante, considerato che “il destino sta nel nome”, nato da un’affrancata “genitalità” cerebrale del poeta e della sua poesia, “rito benestante della parola” .
M. Gabriella Puglisi (L’Alba – aprile 2011 n.3)
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